Antipolitica

La vera antipolitica è quella di chi, nel momento decisivo, anziché compiere scelte coraggiose si nasconde, rifiuta, rimanda. Il centrosinistra, Partito democratico in testa, è oggi il campione dell’antipolitica.

bersani-piageQuando cadde Berlusconi, a fine 2011, obbedì a Napolitano e non forzò il ritorno alle elezioni. Evitò di far cadere Monti quando si rendeva vieppiù chiaro che il suo governo non avrebbe affatto modificato la linea dell’austerità imposta da Bruxelles (né, anche volendolo, avrebbe avuto la forza per cambiarla). Ha pressoché perso le elezioni dopo una campagna elettorale passata a predicare l’alleanza con Monti e Casini. Infine, ha rieletto Napolitano al Quirinale dopo aver bruciato Prodi.

Non stravedo per Rodotà, ma era quella la scelta davvero politica, perché avrebbe aperto spazi nuovi (e va anche notato, sia pure per inciso, che i 5 Stelle hanno proposto Stefano Rodotà, non un candidato della “società civile” – come Grasso e Boldrini – ma un uomo con alle spalle una storia politica nella sinistra).

Ora, il grillismo è in sé sbagliato. Sono sbagliate le parole, sono discutibili i metodi, è criticabile la visione del mondo. Ciò nonostante, la politica non è monopolio di nessuno. La politica non è solo professione, forma, concetto; è vita. È attività. Quando la classe dirigente lo dimentica, la storia prima o poi si incarica di farlo presente.

La sinistra italiana ha costruito negli anni un intollerabile culto della normalità, che al momento decisivo ha rivelato tutta la sua inconsistenza. Ha creduto che la storia fosse in fondo finita, e si dovesse solo amministrare l’esistente. Ha colpevolmente ritenuto che le masse fossero ormai per sempre perdute alla causa della politica. Se c’è Grillo, la colpa è della sinistra che per anni ha predicato la responsabilità e l’obbedienza ai mercati.

È inutile lanciare adesso un antigrillismo altezzoso e spocchioso affermando che quella gentaglia non capisce niente. Il Partito democratico ha capito molto meno, e, come non bastassero gli errori dell’ultimo anno e mezzo, l’ha voluto dimostrare ancora una volta.bla-bla-rodota

Saranno sbagliate e stupide molte delle cose che fanno e dicono i grillini. Ma noi della sinistra? Per non aver voluto fare politica seriamente, per aver voluto essere responsabili quando invece serviva il coraggio, ora stiamo andando a fare il governo delle larghe intese.

Quando la gente va in piazza perché è incazzata, la sinistra non può trincerarsi dietro il rispetto delle istituzioni. Deve piuttosto chiedersi perché, invece che dalla parte della conservazione, non stia alla testa di quei movimenti, dei quali nemmeno capisce il linguaggio.

Molte istanze nate nell’alveo del grillismo sono sbagliate, il M5S non è democratico, Casaleggio è terribile: tutto vero. Ciò nondimeno, quelle persone che seguono i 5 Stelle si stanno in qualche maniera ripoliticizzando, e la sinistra è del tutto al di fuori di questa dinamica.

Credo si debba lasciar perdere Sua Pomposità Scalfari e deporre la spocchia, anche a costo di una scissione nel Pd. Non bisogna farsi trascinare dalla folla ma nemmeno sentirsene migliori per diritto divino, specie quando si hanno tante prove della propria incapacità. La politica è fatte dalle forze sociali: non dalla debolezza.

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